I benedettini di Modena rifecero la loro chiesa a partire dal 1476, quando il gotico stava finendo e arrivavano le proporzioni nuove: ne uscì un edificio rinascimentale di mattoni, con la facciata decorata a terracotta e l'interno chiaro a tre navate. Il monastero accanto è ancora abitato dai monaci, come da cinque secoli.
Cosa vedere
Dentro ci sono le statue in terracotta di Antonio Begarelli, che a Modena ha fatto quello che altrove si faceva col marmo: figure a grandezza naturale, panneggi pesanti, volti sereni, tutte modellate in argilla e lasciate bianche. Sono disposte lungo le navate e viste in fila danno l'idea di una popolazione di persone ferme.
C'è poi il coro ligneo intarsiato, con le tarsie prospettiche che imitano scaffali, strumenti e paesaggi, e ci sono gli organi antichi, fra cui uno cinquecentesco ancora funzionante, che è tra i più vecchi d'Italia in condizione di suonare.
La visita
La chiesa è in via San Pietro, dieci minuti a piedi dal duomo; ingresso libero, con chiusura a mezzogiorno e durante le funzioni. Mezz'ora.
Il consiglio della redazione
Guardate le statue di Begarelli da vicino e cercate le crepe e i segni di cottura: sono di terracotta, cioè di terra, materiale povero che a Modena e a Bologna è stato portato al livello della scultura più alta. Michelangelo, secondo una frase che gli viene attribuita, disse che se quell'argilla fosse diventata marmo guai alle statue antiche.
