Sembra una palude di sempre, e invece è recente: queste lagune salmastre non esistevano prima del Quattrocento. Il mare entrò dalle foci interrate del delta e fu fermato per tre secoli dagli argini di un canale romano; quando quelli cedettero, l'acqua salata dilagò verso ovest. Nel 1481 crollò l'argine costruito dai comacchiesi, nel 1550 quello degli Estensi, e le valli presero la forma che hanno.
Cosa vedere
È una delle zone umide più estese d'Italia, fra le province di Ravenna e Ferrara, sotto il delta del Po. Sull'acqua bassa si vedono i casoni di valle, le vecchie postazioni dei pescatori, e gli argini che si percorrono a piedi o in bicicletta; l'orizzonte è lungo e piatto, senza un albero, e la luce cambia continuamente perché è tutta riflessa.
Gli uccelli sono il motivo principale per venire: aironi, avocette, cavalieri d'Italia, e i fenicotteri, che qui hanno cominciato a nidificare solo da pochi decenni. Per secoli però queste valli sono state una fabbrica di anguille: si allevavano, si catturavano con le trappole quando in autunno scendevano verso il mare, e si conservavano nelle manifatture di Comacchio.
La visita
Si parte da Comacchio o dalle stazioni di pesca lungo la strada per il mare; ci sono capanni di osservazione, percorsi sugli argini ed escursioni in barca a orari stagionali, quindi conviene informarsi prima. Servono binocolo e, d'estate, repellente. Mezza giornata.
Il consiglio della redazione
Tenete a mente, mentre guardate, che quasi nulla qui è antico come sembra: la laguna ha poco più di cinque secoli, i fenicotteri sono arrivati da poco e gli argini li ha messi l'uomo. È un paesaggio che pare eterno e invece è il risultato di alcuni crolli e di molte correzioni: un'idea utile da portarsi via.
