Il museo del teatro di Trieste sta in un palazzo sul Canal Grande che si riconosce subito, perché è l'unico bianco e rosso: lo fece costruire nel 1850 un armatore serbo, e sulla facciata fece mettere statue e medaglioni con i protagonisti della battaglia del Kosovo del 1389. Un armatore che nel cuore asburgico di Trieste si costruisce casa raccontando l'epica serba dice tutto su che città fosse questa.
Cosa vedere
Dentro c'è la collezione messa insieme da Carlo Schmidl, editore musicale: strumenti, spartiti, libretti, manifesti, bozzetti di scena, costumi, fotografie e ritratti. È la memoria materiale di una città che è stata un porto d'opera, con un teatro grande e un pubblico che veniva da mezza Europa centrale, e che ha prodotto musicisti e cantanti.
Le sale del palazzo valgono di per sé: pavimenti intarsiati, soffitti decorati, arredi ottocenteschi da casa di armatore ricco. Il percorso mette insieme le due cose, l'edificio e le collezioni, e si finisce per guardare tanto le vetrine quanto le stanze.
La visita
Il museo è in palazzo Gopcevich, sulla riva del Canal Grande, nel Borgo Teresiano, cinque minuti da piazza Unità; ingresso a pagamento, spesso compreso nei biglietti dei musei civici, con chiusura settimanale. Un'ora.
Il consiglio della redazione
Prima di entrare fermatevi sul ponte del Canal Grande e guardate la facciata da lì: i medaglioni si vedono bene solo da quella distanza. Poi, dentro, cercate i manifesti delle stagioni liriche di cent'anni fa e leggete i nomi dei cantanti: sono quelli che riempivano i teatri di Vienna, Praga e Budapest, e passavano di qui perché Trieste era sulla stessa rete.
