Enrico Alberto d'Albertis, capitano di mare, si costruì casa sopra un bastione delle mura trecentesche di Genova e la pensò come un collage: castelli valdostani, palazzi fiorentini, la torre degli Embriaci, le polifore di Palazzo San Giorgio, tutto rimescolato nel gusto neogotico di fine Ottocento. I lavori corsero dal 1886 al 1892 e l'inaugurazione fu fatta coincidere con le celebrazioni per i quattrocento anni dalla scoperta dell'America. Su quelle stesse mura, nel 1747, i genovesi avevano trascinato a mano lungo la salita di Pietraminuta i cannoni per far ritirare gli austriaci.
Cosa vedere
Alla sua morte, nel 1932, il capitano lasciò alla città il castello e tutto quello che ci aveva messo dentro. Oggi ospita il Museo delle culture del mondo e il Museo delle musiche dei popoli: reperti etnografici e archeologici raccolti da lui e dal cugino Luigi Maria d'Albertis nei viaggi in Africa, nelle Americhe dal Canada alla Terra del Fuoco, in Nuova Guinea e in Oceania. Ci sono armi dal Sudan e dall'area dello Zambesi, lance cinesi e alabarde europee, manufatti in pelle di bisonte e di cervo ricamati con aculei di porcospino dalle popolazioni delle pianure nordamericane, materiali maya provenienti dall'Honduras.
Accanto restano le cose del padrone di casa: modelli di navi e di panfili, strumenti nautici, fotografie, i volumi della sua biblioteca personale. Il restauro ha svuotato dalla terra di riempimento il bastione cinquecentesco e sostituito la copertura con una struttura in vetro: dall'interno si leggono in un colpo d'occhio i resti trecenteschi, la muratura rinascimentale e, in alto contro il cielo, le merlature e la torre inventate nell'Ottocento.
La visita
Il castello sta sulla collina di Montegalletto, nel quartiere di Castelletto, e guarda dall'alto il mar Ligure. Da piazza Acquaverde e via Balbi, cioè dalla stazione di Genova Piazza Principe, si sale con l'ascensore Castello d'Albertis-Montegalletto; in alternativa servono gli autobus AMT delle linee 36, 39 e 40. Chi arriva in autostrada esce al casello di Genova Ovest. Un servizio dedicato agevola l'accesso e la visita alle persone con disabilità.
Il consiglio della redazione
Chiedete ai custodi le leggende di casa: una porta che pur chiusa a chiave si spalanca di notte, e il tunnel che il capitano avrebbe fatto scavare fino al porto, verso la sua nave, per sparire in fretta se fosse servito — cunicolo che la Resistenza avrebbe poi usato durante la seconda guerra mondiale. Noi ci crediamo poco, ma sotto quelle merlature funzionano.
