Nel video di Ultraviolence una sposa con un mazzo di gigli in mano sale un sentiero circondato dalla vegetazione e si ferma davanti a una chiesetta chiusa: quella chiesetta è la cappella di San Sebastiano, sopra Portofino. L'edificio è del XVII secolo, sta fuori dal centro abitato e non ha nulla di monumentale; la sua forza è tutta nel punto in cui è stato costruito.
Cosa vedere
È una cappella piccola, di quelle tirate su lontano dalle case, con la dedica a San Sebastiano, uno dei santi che si invocavano contro la peste. Nell'elenco delle architetture religiose di Portofino sta accanto alla parrocchiale del Divo Martino, alla chiesa di San Giorgio e all'oratorio di Nostra Signora dell'Assunta, ma è l'unica che bisogna andarsi a cercare: le altre stanno nel borgo o poco più su, questa oltre l'ultima casa, dentro il perimetro del Parco naturale regionale di Portofino, che comprende tutto il territorio comunale.
La notorietà recente le è arrivata dalla musica. Nel 2014 Lana Del Rey ha girato qui il video di Ultraviolence, singolo dell'album omonimo, diretto da Francesco Carrozzini, allora suo compagno: la sequenza segue la cantante vestita da sposa lungo il sentiero fino alla cappella. Da allora la cappella compare nelle mappe dei fan, che è un modo bizzarro di diventare noti per una costruzione del Seicento.
La visita
Si sale a piedi dal borgo, uscendo dall'abitato: il percorso è quello dei sentieri del parco, quindi scarpe chiuse e non i sandali della piazzetta. Non risultano orari di apertura né visite guidate: quello che si vede è l'esterno e, intorno, la vegetazione che il video ha reso riconoscibile. È una sosta breve, da mettere dentro una camminata più lunga, non una meta a sé.
Il consiglio della redazione
Noi la mettiamo in fila con le altre salite di Portofino: la chiesa di San Giorgio, in posizione dominante fuori dal borgo, e il Castello Brown, la fortezza quattrocentesca che sta sopra il porto. E un suggerimento poco ortodosso: riguardate il video prima di partire. Ritrovare l'inquadratura dal vero, senza sposa e senza gigli, vale la salita.
