Sulla punta di roccia che chiude a levante la baia di Paraggi c'è un blocco di pietra a pianta quadrata, con quattro torrette agli angoli sospese su mensole. Non è una villa travestita da castello: nasce davvero come presidio delle coste del Tigullio ai tempi della Repubblica di Genova, e alcune fonti indicano il 1626 come l'anno in cui se ne decise la costruzione. Fra il 1812 e il 1814, durante il Primo Impero, ci si acquartierarono le truppe francesi di Napoleone.
Cosa vedere
La forma è quella di un corpo compatto, quasi cubico, che dal mare sembra nato dallo scoglio. Le quattro torrette angolari mensolate sono l'elemento che si riconosce da qualsiasi angolazione; sulla facciata rivolta a sud-est si apre una grande loggia, l'unico punto in cui la massa di pietra si alleggerisce. Tutt'intorno corre una merlatura guelfa, dai merli squadrati. L'edificio ha subito vari interventi nel corso dei secoli, e quello che si vede oggi è il risultato di quei rimaneggiamenti.
Finita la funzione militare il castello divenne residenza privata, e dal nome dei proprietari è conosciuto anche come villa Bonomi Bolchini. Negli anni Novanta la famiglia Bonomi Bolchini lo affittò a Silvio Berlusconi: da allora l'edificio compare nelle cronache più per gli inquilini che per l'architettura.
La visita
Il castello è proprietà privata e non si visita: lo si guarda da fuori, che poi è il modo per cui è stato pensato. Sta lungo la strada provinciale 227 fra Santa Margherita Ligure e Portofino, nel tratto in cui la carreggiata gira attorno alla baia; poco oltre la spiaggia di Paraggi, in direzione di Portofino, c'è il punto in cui la mole e le torrette si stagliano contro l'acqua. Attenzione al traffico: la strada è stretta e i marciapiedi vanno e vengono.
Il consiglio della redazione
Noi lo guardiamo dall'acqua: dal battello di linea per Portofino, o semplicemente nuotando al largo della piccola spiaggia di Paraggi, il castello si vede come lo vedeva chi doveva essere sorvegliato, cioè dal mare. Se restate a terra, provate nel tardo pomeriggio, quando la luce radente da ponente stacca le torrette dal fondo.
