Sulla facciata di questa cappella c'è una lapide che ricorda una sconfitta. Gli abitanti di Castrofino si batterono per secoli per riavere il titolo di parrocchia, che avevano perduto nel medioevo; nel 1670, dopo una lunga controversia, fu stabilito in via definitiva che dipendevano dalla parrocchia di San Cipriano. La sentenza fu murata nel loro stesso muro.
Cosa vedere
La cappella è in località Favareto, che si ritiene abbia dato i natali a Caffaro, il politico genovese che nel dodicesimo secolo scrisse gli annali della sua città: la prima cronaca civica di un comune italiano. Sta lungo l'antica strada che, lasciata la via Postumia, saliva verso il passo del Pertuso per scendere poi in valle Scrivia.
La prima memoria dell'edificio verrebbe da una lapide sepolcrale che porterebbe al sesto secolo, ma non tutti gli studiosi ne accettano l'autenticità; un diploma di re Berengario, nel decimo secolo, la lega alla chiesa di San Giovanni di Pavia. Dopo la sentenza cominciò il declino: la chiesa andò quasi in rovina, e sui suoi resti a metà Ottocento fu costruita l'attuale cappella, più piccola.
La visita
La cappella è in via Giovanni Caminata, nella frazione di Pedemonte, comune di Serra Riccò, in val Polcevera; è stata restaurata all'inizio degli anni duemila dopo un lungo abbandono, e apre in occasioni particolari. Un quarto d'ora.
Il consiglio della redazione
Guardate la pala sull'altare: è del 2011, dipinta da Raimondo Sirotti, uno dei pittori liguri più importanti del secondo Novecento. In un edificio che qualcuno fa risalire al sesto secolo, e che nel Novecento era stato abbandonato, qualcuno ha deciso pochi anni fa di commissionare un quadro nuovo. È il modo in cui una comunità dice che il posto non è finito.
