Chi gira le chiese della Liguria incontra Anton Maria Maragliano ogni dieci fermate, e prima o poi si chiede chi fosse. Era lo scultore in legno di riferimento della Repubblica di Genova fra Sei e Settecento, e la sua bottega ha rifornito di statue un'intera regione. Qui c'è una sua Immacolata, su uno dei cinque altari di marmo.
Cosa vedere
La chiesa è citata in un atto notarile del 1188 come suffraganea di Sant'Olcese. Nel Quattrocento fu unita in un'unica parrocchia con quella di Comago, e ne fu di nuovo separata solo nel 1639. L'impianto è a tre navate a croce latina; nel Seicento il maltempo costrinse a rifare il tetto del coro e della cappella del Crocifisso.
Gli affreschi della volta sono ottocenteschi, opera del pittore ornatista Achille de Lorenzi, mentre quelli sopra il coro e nel presbiterio sono di Luigi Gainotti. È una parrocchiale di valle, senza pretese, con dentro le cose che una comunità ha comprato nell'arco di otto secoli.
La visita
La chiesa è nella frazione di Manesseno, nel comune di Sant'Olcese, in val Polcevera alle spalle di Genova; è parrocchiale e apre per le funzioni. Venti minuti.
Il consiglio della redazione
Davanti alla statua di Maragliano fate un passo indietro, anzi tre. Quelle sculture erano fatte per uscire in processione: dovevano leggersi da lontano, dal basso, in movimento e spesso al lume di candela. Da vicino sembrano semplificate; alla distanza per cui furono pensate diventano un'altra cosa, ed è l'unico modo giusto di guardarle.
