La chiesa di Sant'Alessandro della Croce si trova in via Pignolo, la strada che collega la parte bassa di Bergamo a quella alta, anticamente sull'incrocio di quattro vicinie medievali: da qui il nome «della Croce».
Cosa vedere
È la chiesa che conserva il corredo pittorico più importante della città, non solo nella basilica ma anche nelle due sacrestie ai lati del presbiterio; l'interno e le sacrestie custodiscono un centinaio di quadri. Sulla controfacciata, sopra l'ingresso, c'è la Trinità che incorona la Vergine di Giovan Battista Moroni, del 1576, proveniente dalla chiesa della Santissima Trinità, e altre tele di Moroni sono nella sacrestia: una Crocifissione con i santi Sebastiano e Giovanni Battista e un devoto e un Battesimo di Gesù. La chiesa ha una sola navata, con transetto a braccia corte e tre altari tardo barocchi per lato; all'altare maggiore neoclassico, volutamente basso per non nascondere la tela con il Martirio di sant'Alessandro di Antonio Cifrondi, sono associati i santi Pietro e Paolo di Giovanni Maria Benzoni e i Quattro Evangelisti di Abbondio Sangiorgio.
Il primo documento che nomina la chiesa risale al 1183, e si ritiene che sia stata edificata dal vescovo Adalberto; fu poi riedificata e ampliata più volte, e consacrata il 2 gennaio 1517 dopo un grande ampliamento. La ricostruzione fu decisa dalle vicinie di Sant'Alessandro della Croce, di San Giovanni dell'Ospedale e di Sant'Antonio, unite nella Veneranda Fabbrica, e nel 1737, non ancora terminata, la chiesa fu consacrata per la seconda volta dal vescovo Antonio Redetti; la facciata fu ultimata solo nel 1923, su un progetto dell'architetto Virginio Muzio. Fra le opere ci sono le tele di Sebastiano Ricci al Suffragio, con San Gregorio Magno che intercede per le anime del Purgatorio, l'altare dell'Orazione di Andrea Fantoni, una Deposizione di Giambettino Cignaroli e una Storia di Giuda Maccabeo; dal transetto sinistro si accede all'oratorio di San Lupo, un tempo cimitero della chiesa. L'altare comunitario è il grande sarcofago in cui era stato sepolto il santo titolare, poi traslato nel duomo.
La visita
La chiesa si trova in via Pignolo; orari di apertura e visita delle sacrestie vanno verificati sul posto o presso la parrocchia, perché le fonti consultate non li indicano.
Il consiglio della redazione
Non fermatevi alla navata: le sacrestie, ricche di opere recuperate da don Giovanni Battista Conti quando, ai tempi della Repubblica Cisalpina, furono soppressi molti conventi, sono forse la parte più preziosa. E se cercate la Trinità di Lorenzo Lotto che si trovava qui, oggi è al Museo diocesano Adriano Bernareggi.







