Milano fu la città dove il Risorgimento cominciò due volte: con Napoleone che ci entrò nel 1796 e ci fece la capitale della sua Italia, e con le Cinque Giornate del 1848, quando i milanesi cacciarono gli austriaci a colpi di barricate. Il museo che lo racconta sta dietro Brera, in palazzo Moriggia, un palazzo del Piermarini che sotto Napoleone fu ministero degli esteri, e nasce dai cimeli che la città raccolse nel 1886: settant'anni di storia, dal primo tricolore alla breccia di Porta Pia del 1870, in quindici sale in ordine di tempo, con le bandiere, le divise, le armi e i quadri dei pittori che le battaglie le avevano viste. È gratis, ed è quasi sempre vuoto.
Cosa vedere
Il manto di velluto verde e argento che Napoleone indossò nel Duomo quando si incoronò re d'Italia, con le insegne regali, e lo stendardo della Legione Lombarda dei cacciatori a cavallo, il primo tricolore portato in battaglia; i cimeli di Silvio Pellico e delle prigioni austriache; poi la sala delle Cinque Giornate, con la campana della torre dei Mercanti che si ruppe a furia di suonare per chiamare la gente alle barricate, e il tricolore che sventolò sul Duomo il 20 marzo 1848, e i quadri di Carlo Canella e Bossoli con Porta Tosa presa d'assalto e l'armeria saccheggiata.
La bandiera della Repubblica Romana con la scritta Dio e popolo; il poncho e la camicia rossa di Garibaldi, con la Bibbia che gli regalarono le signore inglesi; le battaglie del 1859 dipinte dai fratelli Induno e da Pagliano, Magenta, Solferino, Milano che riceve la notizia dell'armistizio di Villafranca; l'Imbarco dei Mille a Quarto; l'ingresso del re a Venezia; e in fondo la Breccia di Porta Pia di Ademollo e il plebiscito di Roma, dove la storia si chiude. C'è anche il ritratto dell'imperatore Ferdinando d'Austria dipinto da Hayez, il nemico visto da vicino. Dietro il palazzo, un giardino romantico dove leggere.
La visita
Il museo è in via Borgonuovo, a due minuti dalla Pinacoteca di Brera, metropolitana Montenapoleone o Lanza; fa parte delle raccolte storiche del Comune, ingresso gratuito, chiuso il lunedì. Un'ora e mezza; le didascalie sono buone e ci sono materiali per i ragazzi. Il giardino sul retro si vede dalle finestre e si visita quando è aperto.
Il consiglio della redazione
Andate dritti alla campana dei Mercanti e leggete la crepa: è il rumore delle Cinque Giornate che si è fermato nel bronzo. Poi salite alle sale della seconda guerra d'indipendenza e guardate i quadri degli Induno da vicino: i soldati hanno le facce di gente che ha avuto paura, perché i pittori c'erano. Con Brera a due passi, è il modo giusto di capire cosa dipingeva Hayez quando dipingeva il Bacio.
