Un sottomarino in un chiostro: l'Enrico Toti, uno vero, arrivato nel 2005 attraverso Milano di notte, sta nel giardino di un monastero olivetano del Cinquecento e riassume da solo l'idea del posto. Il Museo della Scienza e della Tecnologia lo volle Guido Ucelli, industriale che fin dagli anni Trenta sognava per l'Italia un museo come il Science Museum di Londra o il Deutsches Museum di Monaco; ottenne il vecchio convento di San Vittore, lo fece restaurare da Piero Portaluppi e lo aprì il 15 febbraio 1953, con De Gasperi, nel quinto centenario della nascita di Leonardo. Oggi è il più grande museo tecnico-scientifico d'Italia.
Cosa vedere
Il cuore storico sono le Gallerie Leonardo, con i modelli di legno degli anni Cinquanta ricavati dai disegni: la macchina volante, il carro armato, la sega idraulica, la vite aerea, in un allestimento rinnovato che mette accanto i codici, i dipinti della cerchia e le macchine. Poi la scienza per settori: astronomia e spazio, con il pendolo di Foucault, le telecomunicazioni dal telegrafo alla televisione, l'energia con la centrale termoelettrica Regina Margherita, l'acciaio con il primo forno elettrico ad arco di Ernesto Stassano, la fisica delle particelle, l'alimentazione, i materiali.
I trasporti hanno padiglioni propri: quello ferroviario, con la facciata ricostruita di una stazione di fine Ottocento e le locomotive lombarde; quello aeronavale, con il ponte di comando del transatlantico Conte Biancamano, la nave scuola Ebe del 1921 issata al coperto, i caccia Macchi e i jet del dopoguerra, e i mezzi d'assalto della Marina. Il Toti, varato nel 1967, si visita dentro, in piccoli gruppi, e all'aperto c'è il modello a grandezza naturale del lanciatore Vega. Fra i chiostri restano le mura di un mausoleo imperiale romano.
La visita
Il museo è in via San Vittore, a Sant'Ambrogio, con la metropolitana a due passi; chiuso il lunedì. Serve mezza giornata, e con i bambini di più: i laboratori interattivi, dalla robotica alla genetica, si prenotano all'ingresso e vanno esauriti presto. La visita al sottomarino ha un biglietto e un orario a parte. Ristorante e caffetteria sono nel chiostro.
Il consiglio della redazione
Non provate a vedere tutto: scegliete Leonardo, il sottomarino e un padiglione dei trasporti, e lasciate il resto a una seconda volta. E cercate la Sala delle Colonne e la Sala del Cenacolo, l'antica biblioteca e il refettorio dei monaci con le Nozze di Cana affrescate: sono la parte del museo che nessuno si aspetta.
