Fondata il 14 agosto 1323 dai Francescani e dal vescovo Nicolò degli Ungari con l'intitolazione originale a Santa Maria Maggiore, la chiesa di San Francesco alle Scale sorge lungo la storica via Pizzecolli ad Ancona. Il complesso deve il nome attuale alla monumentale scalinata progettata nel 1447 da Giorgio Orsini da Sebenico e realizzata da mastro Domenico con due rampe da trenta gradini ciascuna.
Cosa vedere
L'elemento di maggiore spicco dell'esterno è il portale rinascimentale realizzato nel 1454 da Giorgio Orsini da Sebenico in pietra d'Istria. L'opera si ispira all'impianto della Porta della Carta del Palazzo Ducale di Venezia, a cui l'artista dalmata aveva lavorato, trasformando gli elementi del gotico fiorito in motivi decorativi tipici del Rinascimento adriatico. Il portale è arricchito da un fregio con venti ritratti scolpiti, un bassorilievo raffigurante San Francesco che riceve le stimmate sormontato da un baldacchino semiesagonale e quattro edicole con le statue di Santa Chiara, San Bernardino da Siena, Sant'Antonio da Padova e San Ludovico d'Angiò. All'interno, a navata unica, domina dietro l'altare maggiore in legno dorato la grande pala dell'Assunzione dipinta nel 1550 da Lorenzo Lotto. La chiesa custodisce anche il Battesimo di Cristo (1554-1556) di Pellegrino Tibaldi, eseguito su commissione del mercante armeno Giorgio Morato per la chiesa di Sant'Agostino, la tela di Andrea Lilli con gli Angeli che trasportano la Santa Casa di Loreto e la Gloria in gesso di Gioacchino Varlè. L'organo di controfacciata venne costruito nel 1796 dal celebre organaro Gaetano Callido per la basilica della Santa Casa di Loreto.
La visita
La chiesa è aperta al culto ed è sede parrocchiale del Rione di San Pietro dal 1953. L'edificio ha subito trasformazioni profonde: nel XVIII secolo fu sopraelevato da Francesco Maria Ciaraffoni, mentre nell'Ottocento venne secolarizzato e trasformato in ospedale civile dall'architetto militare Giuseppe Morando, che divise l'aula in piani. Dopo essere stato sede del Museo archeologico e della Pinacoteca Podesti, il complesso fu danneggiato dai bombardamenti del 1944. I restauri del secondo dopoguerra ne hanno ripristinato lo spazio interno a navata unica, e un intervento condotto tra il 1994 e il 1997 ha riportato alla luce il colore chiaro originale della pietra d'Istria del portale. All'interno si trova anche un altare votivo dedicato ai santi patroni di Fiume, eretto dagli esuli istriani.
Il consiglio della redazione
Osservando la facciata si nota distintamente il contrasto cromatico tra l'intonaco chiaro della fascia inferiore e i mattoni della parte superiore: questa linea marca con precisione il punto in cui la struttura quattrocentesca fu sopraelevata nel Settecento.
