La parrocchiale di Oleggio è opera di Alessandro Antonelli, lo stesso della Mole di Torino, ed è una delle testimonianze antonelliane nel Novarese. La volle l'arciprete Bertotti, che nel 1840 cominciò a pensare a una chiesa nuova: quella vecchia non bastava più per un paese arrivato a ottomila anime.
Cosa vedere
L'interno è a tre navate, con nove altari in corpo e altri tre che servono da oratori alle confraternite: i Santi Fabiano e Sebastiano sopra la sacrestia, il Santo Rosario e il Corpus Domini dal lato opposto.
La visita
Una cosa che manca è il campanile: la chiesa non ne ha uno, e quello che a Oleggio chiamano il campanile di piazza è in realtà una torre civica. Le campane, sei, stanno sopra il soppalco del coro, e vengono da fusioni diverse: le due maggiori sono dei fratelli Barigozzi di Oleggio, del 1858, e l'ultima è del 2000.
Il consiglio della redazione
Le date raccontano quanto ci volle: i lavori cominciarono il 14 agosto 1853 e finirono il 23 dicembre 1858, ma la consacrazione arrivò soltanto il 6 luglio 1868, dieci anni dopo la fine del cantiere.
