Anche l'antica pieve di Brandizzo era dedicata a san Giacomo il Maggiore. La chiesa nuova fu deliberata dal consiglio comunale nel 1701, ma i lavori non poterono cominciare prima del 1718: in mezzo c'erano stati vari problemi e la guerra con la Francia, che nel 1706 aveva portato all'assedio di Torino.
Cosa vedere
La facciata a salienti guarda a settentrione ed è in mattoni a faccia vista, divisa da una cornice marcapiano in due registri scanditi da lesene: sotto il portale con timpano e due nicchie, sopra una finestra e altre due nicchie, il tutto coronato dal frontone. Il campanile, quadrato e in cotto, fu costruito da Giovanni Deusebio fra il 1739 e il 1741; la cella ha una monofora per lato affiancata da lesene e un tetto a quattro falde.
La visita
L'interno è a navata unica, con sei cappelle laterali e paraste ioniche che reggono la trabeazione su cui si imposta la volta. Il presbiterio è rialzato di due gradini e chiuso da un'abside semicircolare. Qui stanno l'altare maggiore in marmo e il gruppo marmoreo della Pietà, che però non è nato per questa chiesa: viene dalla soppressa chiesa della Santissima Trinità.
Il consiglio della redazione
Fra la delibera e la consacrazione passò mezzo secolo: la chiesa fu terminata nel 1731 e consacrata soltanto il 3 aprile 1752, dall'arcivescovo titolare di Nicosia Carlo Vittorio Amedeo Ignazio delle Lanze. È un ritmo che qui si ripete: le decorazioni interne arrivarono nella seconda metà dell'Ottocento, la volta attuale fra il 1936 e il 1937.
