La cappella sta poco fuori dal centro storico di Caselle, in località Madonnina, lungo la strada che collegava Torino con le valli di Lanzo. Dentro conserva un pilone votivo che la tradizione locale fa risalire al Quattrocento, anticamente chiamato Pillon de Ross: la cappella fu costruita intorno a quel pilone dopo che nel 1649 una delibera del Consiglio comunale di Caselle ne stabilì l'edificazione, e i lavori si svolsero fra il 1658 e il 1660.
Cosa vedere
Il pilone è rimasto dov'era, in mezzo alla sala, e la cappella gli è cresciuta attorno: è la cosa che colpisce di più entrando. Sul pilone compaiono san Francesco e una Crocifissione, oltre a una figura di vescovo; sui tre lati esterni si vedono la Madonna che allatta il Bambino fra i santi Giovanni Battista e Benedetto da Norcia, poi san Sebastiano, sant'Antonio abate e san Cristoforo, e un'Annunciazione. Le pareti dell'aula portano un ciclo di probabile fattura settecentesca, con la Strage degli Innocenti, la Salita alla croce, la Crocifissione e la Deposizione dalla croce. Si conserva anche un ex voto datato 1708, a ricordo del passaggio delle truppe francesi.
La visita
La facciata è semplice, delimitata da paraste, e l'interno è una sola aula rettangolare: da fuori non promette nulla, ed è esattamente il tipo di edificio che sorprende chi entra. La cappella apre occasionalmente e si può visitare su appuntamento.
Il consiglio della redazione
Vale la pena arrivarci a piedi dal centro. La posizione isolata non è un caso: il pilone stava su un passaggio obbligato, e per secoli chi andava verso le valli si fermava qui un momento. È la stessa ragione per cui la cappella è piena di pitture e non ha una facciata da mostrare: contava quello che c'era dentro.
