La prima chiesa di Pino era la cappella di San Giorgio, citata in una bolla di papa Innocenzo II del 1141. Nel Quattrocento nacque la chiesetta di Santa Maria per i carmelitani venuti da Moncalieri, e il loro convento fu sancito nel 1521 da una bolla di Leone X; la chiesa divenne parrocchiale l'anno dopo la visita apostolica del 1584.
Cosa vedere
La facciata guarda a sudest ed è preceduta da un portico con grossi pilastri a lesene binate che reggono cinque archi a tutto sesto; sopra corre un piano con stanze che non fanno parte della chiesa, e più in alto una finestrella trilobata sotto un coronamento curvilineo. Il campanile, a base quadrata, ha lesene agli angoli, una monofora per lato nella cella e il tetto a quattro falde.
La visita
Dentro c'è una navata unica su cui si aprono otto cappelle laterali; le pareti sono scandite da paraste con capitelli ionici che reggono la trabeazione, e sopra si imposta la volta a botte. Il presbiterio, rialzato di tre gradini, è coperto da una volta ellittica e chiuso da un'abside a tre lati. Fra le opere, una statua della Vergine del Quattrocento, una pala firmata da Giancarlo Aliberti e una tela del 1690 attribuita alla scuola di Giovanni Claret.
Il consiglio della redazione
Nel 1642 i pinesi decisero di costruirsi una parrocchiale nuova e commissionarono a Francesco Peghino e Salvatore Bianco un progetto grandioso, che non fu mai realizzato: quello che si visita è invece il rifacimento settecentesco, consacrato nel 1777. Della volta si occupò molto più tardi il chierese Gabriele Ferrero, nei rimaneggiamenti del 1880.
