© Abbrey82 · CC BY-SA 4.0modificata da BigItalia · Richiedi la rimozione
🏰 Castelli e palazzi

Villa della Regina

📍 Torino, Piemonte · 68/100

Una vigna con dentro una reggia, sulla collina sopra la Gran Madre: il cardinale Maurizio di Savoia se la fece costruire dal 1615 su disegno di Vitozzi e dei Castellamonte per starsene lontano dalla corte con i suoi accademici, poi rinunciò alla porpora e nel 1642, a quarantanove anni, sposò la nipote Ludovica, che ne aveva quattordici, e ci visse con lei fino alla morte. Nel Settecento diventò la villa delle regine, Anna Maria d'Orléans e Polissena d'Assia, che la fecero rifare da Juvarra e ci passavano settembre; Napoleone ci dormì; i Savoia la regalarono nel 1868 a un collegio per le figlie dei militari, le bombe la sfondarono, e per cinquant'anni l'edera la mangiò. Riaperta nel 2007 dopo un restauro che ha tolto quattrocentomila metri cubi di rovi, è di nuovo una vigna, e fa il vino.

Cosa vedere

Il giardino, prima della villa: si sale dal Gran Rondeau, la terrazza ellittica con la fontana di Nettuno e le divinità fluviali, per lo scalone a tenaglia fino alla facciata, e dietro il palazzo si apre l'anfiteatro scavato nella collina, tre terrazze di bosso, l'esedra con le venti nicchie e le statue, la Grotta del Re Selvaggio con i marmi e le pietre colorate, la scala che sale fra le cascatelle fino al Belvedere in cima, con Torino intera davanti e le Alpi dietro. Ai lati, il Padiglione dei Solinghi, dove il cardinale riuniva la sua accademia, e i filari della vigna.

Dentro, il salone con le quadrature e gli affreschi settecenteschi di Crosato, Dallamano, Beaumont, Seiter, in parte perduti nella guerra, e i quattro Gabinetti Cinesi, stanzette di lacca dorata e pannelli orientali che sono il pezzo più raro della villa; gli appartamenti del re e della regina rifatti da Juvarra, con gli stucchi e le boiserie rimaste. La celebre libreria di Piffetti fu portata al Quirinale, come molti arredi; il resto lo si guarda con la consapevolezza che è tornato dal nulla.

La visita

La villa è in strada Santa Margherita, dieci minuti a piedi in salita dalla Gran Madre, oltre il ponte Vittorio Emanuele, o con il bus; museo statale, chiuso il lunedì, con biglietto proprio e la Torino card, dal 1997 nel sito UNESCO delle Residenze sabaude. Il giardino si visita con lo stesso biglietto; due ore, e a settembre, con la vendemmia, la vigna è il motivo di venire.

Il consiglio della redazione

Salite fino in cima, al Belvedere, prima di entrare nel palazzo: da lì la villa si capisce come la volevano i Castellamonte, un asse d'acqua e di scale che scende dalla collina alla città, con la Mole in fondo che allora non c'era. Poi chiedete del vino: la freisa della vigna reale si compra alla villa, da una vigna urbana dentro un sito del patrimonio dell'umanità, forse l'unica al mondo.

Esplora Torino

Tutto il comune: guida, luoghi, sapori ed eventi.