Unico tempio di Messina rimasto integro dopo il terremoto del 1908, la chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani affonda le sue radici su un antico santuario greco dedicato a Poseidone, trasformato in moschea sotto l'Emirato arabo e poi ricostruito in epoca normanna sotto il regno di Guglielmo II. Situata tra via Cesare Battisti e via Garibaldi, la struttura giace a tre metri sotto il livello stradale attuale, ribassata per via delle macerie del sisma livellate all'inizio del Novecento. Designata Cappella Reale sotto i sovrani d'Aragona e culla della comunità mercantilesca iberica alla fine del Quattrocento, la chiesa incarna la complessa stratificazione storica della città peloritana.
Cosa vedere
L'edificio costituisce una straordinaria testimonianza dell'architettura arabo-normanna in Sicilia, capace di fondere elementi bizantini, romanici, arabi e gotici. L'elemento di maggiore interesse è la zona absidale, mirabilmente conservata, dove il transetto è sormontato da una cupola cilindrica scandita da arcate cieche su colonnine e strette finestre, in un vivace gioco cromatico e geometrico. Gli antichi stipiti del portale recavano un'iscrizione siculo-araba tradotta dal gesuita Athanasius Kircher e intagli in marmo verde in onore del Gran Conte Ruggero I, oggi conservati al Museo Regionale di Messina. All'interno si possono ammirare la tela seicentesca dell'Immacolata realizzata nel 1606 da Tomas Montella, ritornata nella chiesa dopo anni di custodia museale, e un Crocifisso ligneo del XVI secolo collocato nell'abside centrale e proveniente dal monastero dell'Elenuccia. Nel corso dei secoli il tempio ha custodito capolavori illustri, tra cui l'Andata al Calvario dipinta nel 1534 da Polidoro da Caravaggio (oggi al Museo di Capodimonte a Napoli), la tavola dell'Annunciazione con Santa Eulalia firmata da Giovanni d'Anglia nel 1505 e il Giudizio Universale di Girolamo Alibrandi del 1514.
La visita
La chiesa è ancora oggi la sede della Nobile Arciconfraternita della Santissima Annunziata dei Catalani, che vi celebra i propri riti religiosi con particolare solennità in occasione della festività dell'Annunciazione. Inserita nei principali percorsi del turismo crocieristico che fa scalo nel porto di Messina, la struttura viene frequentemente utilizzata anche per la celebrazione di matrimoni.
Il consiglio della redazione
Osservando la facciata dall'esterno, si nota chiaramente il dislivello tra la quota del piano stradale originario e quello moderno: scendere di tre metri verso il portale d'ingresso permette di percepire concretamente l'impatto dei lavori di spianamento delle macerie eseguiti in città all'indomani del sisma del 1908.
