Il 5 luglio 1462 Antonello da Messina firmò un atto notarile per la realizzazione di un gonfalone destinato alla Confraternita di Sant'Elia dei Disciplinanti, documentando l'esistenza del luogo di culto a Messina già nel tardo Medioevo. Situata in via Sant'Elia, nei pressi della chiesa di Santa Caterina di Valverde, l'attuale struttura a navata unica risale principalmente al rifacimento del 1694 seguito ai danni del sisma del Val di Noto. Sopravvissuta al terremoto del 1908 e ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale — quando un ordigno colpì la caserma fascista che ne prevedeva l'abbattimento —, la chiesa è stata nel tempo usata anche come deposito per le Varette processionate il Venerdì Santo.
Cosa vedere
La facciata, affiancata a sinistra dal campanile, presenta due paraste angolari e un portale con architrave sormontato da un timpano ad arco spezzato e da un oculo ovoidale ornato da festoni. Nel vestibolo si trova un'acquasantiera barocca con fusto in marmo bianco e rosa sovrastato da una conchiglia baccellata. L'interno comprende apparati in stucco che alternano archi destinati agli altari laterali e paraste corinzie decorate con festoni vegetali e puttini. Nei riquadri della navata figurano gli affreschi raffiguranti la Nascita di Gesù, l'Adorazione dei Magi, il Battesimo nel Giordano, Mosè che fa scaturire l'acqua dalla roccia e la Disputa di Gesù coi dottori nel Tempio, dipinti nel 1706 da Antonio Filocamo e integrati nel 1848 da Giacomo Grasso. Sul lato destro si osservano l'altare della Vergine col Bambino — dotato di un paliotto marmoreo del 1794 proveniente dalla distrutta chiesa di Santa Maria del Bosco con l'effige della Madonna della Lettera — e l'altare del Sacro Cuore; a sinistra si trovano le statue su piedistallo di San Benedetto e Santa Scolastica e l'altare dell'Immacolata Concezione. L'abside semicircolare conserva colonne doriche con capitelli corinzi e un altare maggiore in marmi policromi con ciborio monumentale e scultura della Madonna della Lettera.
La visita
L'edificio appartiene all'arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela e celebra la festività del titolare Sant'Elia il 27 luglio. Nel complesso dell'antico monastero adiacente, demanializzato nel 1866 e adibito a sede della Guardia di Finanza, sono ancora visibili all'interno del chiostro alcune strutture di epoca rinascimentale.
Il consiglio della redazione
Osservate con attenzione il paliotto marmo policromo del 1794 collocato sul primo altare di destra: si tratta di uno dei rari elementi recuperati dalle macerie dell'antica chiesa di Santa Maria del Bosco, rasa al suolo dai bombardamenti del 1943 e mai più ricostruita.
