Nel 1650 il Senato di Palermo elesse sant'Onofrio patrono della città. Onofrio era un eremita, uno che aveva passato la vita da solo nel deserto: la città lo scelse per delibera, con una data di festa fissata a giugno, come si nomina un amministratore. Questa è la sua chiesa.
Cosa vedere
Il primo nucleo è una piccola cappella del Quattrocento, che oggi costituisce l'antioratorio. Nel 1591 arrivò una reliquia dell'eremita, portata in processione dalla chiesa del Santissimo Salvatore con licenza dell'arcivescovo. Nel 1624 gli ambienti furono adibiti a lazzaretto durante la peste. Intorno al 1700 fu aggiunta sul lato destro una seconda ala, l'oratorio, dove oggi si celebrano le funzioni, e all'inizio del Settecento la chiesa fu abbellita con stucchi, pitture e dorature.
La facciata si raggiunge con una breve rampa di gradini e ha un portale delimitato da colonne su alti plinti; sopra l'architrave un timpano triangolare, poi due livelli di balconcini con inferriate, e in cima un frontone spezzato con due celle campanarie e una croce di ferro battuto. Nell'antioratorio, sopra l'acquasantiera, c'è una statua di sant'Onofrio in marmo bianco di Carrara, di scuola gaginesca, del Quattrocento: prima dell'ampliamento stava all'aperto, vicino a una fontana di acqua sorgiva davanti alla chiesa. Ci sono anche una Santa Rosalia di cartapesta e due bacheche di ex voto dedicati a sant'Onofrio e a san Biagio.
La visita
La chiesa è in piazza Sant'Onofrio, nel mandamento Seralcadi, sulla strada che scende da via Maqueda verso piazza Monte di Pietà. È aperta al culto con orari limitati; la festa del santo cade a giugno. Venti minuti.
Il consiglio della redazione
Fermatevi davanti alle bacheche degli ex voto, che risalgono ai primi del Novecento. Sono oggetti lasciati da persone convinte di essere state aiutate, e sono l'unica parte di una chiesa che non è stata commissionata da un nobile o da un vescovo: la scrivono i fedeli, uno alla volta. Guardate le date e fate il conto delle generazioni: tre o quattro fa, in questo quartiere, si faceva ancora così.
