Progettata da Rosario Gagliardi nei primi decenni del Settecento, la chiesa del Santissimo Crocifisso è l'edificio di culto più grande del quartiere Piano Alto e il secondo dell'intera città di Noto per dimensioni.
Cosa vedere
La facciata incompiuta sorge in cima a una breve scalinata lineare. Tra gli elementi esterni spicca il rosone, ricostruito in tempi recenti al posto di un sopralzo con finestrella realizzato nella seconda metà del Novecento. Ai lati del portale principale si trovavano due leoni di epoca romana, oggi custoditi all'interno. L'aula è suddivisa in tre navate, con le minori sormontate da cupolette e arricchite da altari in marmo. Nel braccio destro del transetto si conserva la Madonna Bianca, imponente scultura marmorea di Francesco Laurana salvata dalle rovine di Noto Antica. Nella navata sinistra si apre la cappella dei Landolina, decorata con stucchi e affreschi dalle tonalità rosa e celeste che si distinguono dal resto degli interni; la cappella custodisce inoltre la teca con la santa spina. Nell'abside domina la croce in oro realizzata nel 1746 da V. Rotondo su disegno di Gagliardi: al suo centro si trova una custodia con un dipinto su legno raffigurante il Cristo, anch'esso recuperato a Noto Antica e attribuito a San Luca. La cupola benedettina sovrastante la struttura è stata costruita intorno al 1901 e inaugurata pochi anni più tardi.
Il consiglio della redazione
Prestate attenzione alle opere provenienti da Noto Antica, come la scultura di Francesco Laurana e la pittura al centro della croce absidale del 1746, testimonianze storiche recuperate dopo la distruzione del vecchio abitato.
