A 1.773 metri, la cappella di san Grato con la statua di tre metri che guarda Aosta dal 1863.
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A 1.773 metri, la cappella di san Grato con la statua di tre metri che guarda Aosta dal 1863.
Leggi la guida completa →Il castello del vescovo: ne resta una torretta trecentesca, ma nel 1630 vi si riunì il Conseil des Commis.
Leggi la guida completa →I santuari nascono dove la gente passa. Questo, cinquecentesco, sta vicino al Pont-Suaz, il ponte a tre arcate che collega Charvensod ad Aosta: chi scendeva dal paese verso la città e chi risaliva dalla città verso i pascoli passava di lì, e lì trovava una chiesa dedicata alla Madonna della Pietà.
È un edificio piccolo e semplice, come quasi tutti i santuari valdostani di fondovalle. Charvensod sta a sud di Aosta, sull'envers, cioè sul versante esposto a nord: la parte in ombra della valle, quella in cui d'inverno il sole arriva tardi e se ne va presto, e in cui non si è mai coltivata la vite.
Il paese ha una parrocchiale intitolata a santa Colomba di probabile origine merovingia, e sopra l'abitato si stende il vasto alpeggio di Comboé. Sono i tre poli di un comune di montagna: la chiesa del paese, la cappella sulla strada, l'alpeggio in quota.
Il santuario è vicino al Pont-Suaz, sulla strada fra Charvensod e Aosta; è una chiesa minore, quindi apre soprattutto per le funzioni e nei giorni di festa. Un quarto d'ora.
Se avete una giornata, salite a Comboé. L'alpeggio appartenne alla collegiata di Sant'Orso di Aosta dal 1268 fino al 1999: settecentotrent'anni di proprietà ininterrotta, finiti da poco più di vent'anni. È una di quelle continuità che in Europa non ci si aspetta più di trovare, e questa è finita quando eravate già nati.
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