Sopra il campanile c'è una statua di tre metri che guarda Aosta dall'alto: la scolpì nel 1863 il valdostano Basil Thomasset. Sotto, la cappella dedicata a san Grato, vescovo di Aosta nel V secolo, che secondo la tradizione si ritirava quassù a meditare, anche se i documenti la citano solo a partire dal Duecento.
Cosa vedere
L'eremo sta a 1.773 metri, sopra il villaggio di Péroulaz. È un edificio semplice, ingrandito nel 1754 e in parte distrutto da una valanga nell'aprile del 1918. Fra il Seicento e l'Ottocento ci vissero altri eremiti, nella stagione calda: fra loro François Lavy di Saint-Nicolas e Louis Prétel. Per l'abbé Henry, san Grato era la figura più imponente della storia valdostana, e questo posto lo spiega meglio di una biografia.
La visita
Da Charvensod si sale a piedi nel bosco lungo il sentiero 102. Chi vuole accorciare prende la telecabina Aosta-Pila e arriva quasi in quota, riducendo di molto il dislivello. Nella notte fra il 6 e il 7 settembre si tiene La route des jeunes, la processione che parte dalla chiesa di Pila e finisce qui.
Il consiglio della redazione
La statua si vede da Aosta, ma il punto è il contrario: da qui si vedono tutta la città e la piana. Ci si venga di sera, se si può, quando il fondovalle si accende e l'envers resta al buio.
