Il patrono di Pomarico è san Michele Arcangelo, la cui festa, dal 7 al 9 maggio, è la principale manifestazione dell'anno: durante questi giorni si rinnovano antiche tradizioni, come l'offerta della cera al santo e la processione sul carro trionfale. L'offerta della cera ricorda un evento del 1527, quando Pomarico rimase indenne da un'epidemia di peste: per ringraziare il suo santo protettore, il paese offrì trenta libbre di cera bianca lavorata, un gesto di grande valore se si considera che, all'epoca, il prezzo di un chilo di cera equivaleva a quello di un intero quintale di grano.
La chiesa madre di San Michele Arcangelo conserva tele di Pietro Antonio Ferro, datate 1601, e di Andrea Vaccaro, una statua lignea del santo risalente al 1400 e un pregevole antifonario del XVI secolo. In epoca normanna il paese appartenne come casale alla contea di Montescaglioso, per poi restare a lungo sottoposto all'abbazia benedettina di San Michele Arcangelo, contesa che si concluse solo nel 1714. Fra i numerosi feudatari succedutisi nei secoli, Francesco II del Balzo rifece la chiesa, mentre i Donnaperna costruirono, nella seconda metà del Settecento, il grande palazzo marchesale.