La data di fondazione non la conosce nessuno: della cappella da cui è nata la chiesa di San Nicola di Mira, parrocchiale di Castelluccio Inferiore, resta un'iscrizione con l'anno 1286, e da quella si deduce che nel XIV secolo l'edificio c'era già. Il primo documento che le assegna il titolo di arcipretale è del 1510 ed è un atto della cattedrale di Cassano all'Ionio: per secoli, infatti, Castelluccio non ha guardato verso la Basilicata ma verso la Calabria. La parrocchia è passata alla diocesi di Tursi-Lagonegro solo con un decreto della Congregazione dei vescovi dell'8 settembre 1976.
Cosa vedere
L'aspetto di oggi è quello che le ha lasciato il rifacimento generale della metà del Seicento, arrivato dopo i rimaneggiamenti già subiti tra XV e XVI secolo. La facciata a salienti guarda a settentrione ed è divisa in due registri da una cornice marcapiano aggettante, scanditi entrambi da lesene: in basso il portale maggiore al centro e due ingressi minori ai lati, in alto due finestrelle a tutto sesto e un oculo con una raffigurazione sacra, il tutto chiuso da un timpano triangolare. Il campanile addossato alla chiesa ha base quadrata e una cella con una monofora per lato, coronata da una cupola che poggia su un largo tamburo ottagonale.
Dentro, tre navate separate da pilastri con lesene tuscaniche che reggono archi a tutto sesto; sopra la trabeazione corre un registro attico aperto da finestre, mentre le navate laterali sono coperte da volte a crociera. In fondo all'aula il presbiterio, rialzato di tre gradini e chiuso da una parete piatta, custodisce l'altare maggiore e le opere migliori: l'Ultima Cena dipinta nel 1607 da Giulio dell'Oca e il ciclo di affreschi eseguito da Angelo Galtieri tra il 1731 e il 1737.
La visita
Gli ingressi sono tre e stanno tutti sulla fronte rivolta a settentrione: il portale maggiore al centro, due porte minori ai lati. È la parrocchiale del paese, inserita nella zona pastorale Mercure-Tirrenica, perciò conviene regolarsi sugli orari delle celebrazioni. Appena entrati guardate verso il fondo: il presbiterio è rialzato di tre gradini e l'altare rivolto verso l'assemblea è la sua aggiunta più recente, del 2000, quando l'edificio venne adeguato alle norme liturgiche postconciliari.
Il consiglio della redazione
Fermatevi nel presbiterio e mettete a confronto le due date: l'Ultima Cena di Giulio dell'Oca porta il 1607, gli affreschi di Angelo Galtieri sono del 1731-1737. Fra un lavoro e l'altro è passato più di un secolo, e in mezzo c'è il cantiere barocco che ha rifatto la chiesa: guardando prima l'una e poi gli altri si capisce che cosa è cambiato qui fra il primo Seicento e il pieno Settecento.
