I patroni di Gerace sono festeggiati il 23 agosto. Il borgo, oggi insignito della Bandiera arancione del Touring Club Italiano, seppe resistere a lungo agli attacchi arabi e mantenere una propria autonomia anche di fronte ai Normanni, che intorno al 1050 ne ristrutturarono e fortificarono il castello: ne restano oggi una grande torre e alcune mura, in parte scavate nella roccia e in parte a picco sui burroni circostanti, un tempo dotate di canalizzazioni per le acque piovane, un grande pozzo e un ponte levatoio.
Nel cuore del borgo si erge la concattedrale di Santa Maria Assunta, arricchita da interventi di committenza imperiale, come il Cappellone di San Giuseppe di epoca sveva, e regale, con gli interventi normanni che coinvolsero anche il castello e altre chiese cittadine, fra cui quella di San Francesco, voluta da Carlo II d'Angiò nel 1294. Delle dodici porte che un tempo si aprivano sulle mura del nucleo storico ne sopravvivono solo quattro, fra cui Porta dei Vescovi, o della Meridiana, accanto alla concattedrale. Piazza del Tocco, affacciata su palazzi nobiliari come Palazzo Calcheopulo e Palazzo Migliaccio, e un'antica fontana del 1606 nel quartiere Borgo completano il quadro di uno dei centri storici meglio conservati della Calabria.