In questa casa è stato trovato l'unico ritratto antico del Vesuvio prima dell'eruzione: un affresco in cui il monte ha una sola cima, è coperto di viti fino in alto e accanto c'è Bacco vestito di un grappolo d'uva. Serve a capire due cose: che la montagna aveva un'altra forma, e che nessuno la considerava pericolosa, perché ci si coltivava il vino.
Cosa vedere
La casa è una delle più grandi di Pompei, costruita nel secondo secolo avanti Cristo e riadattata più volte: ha due atri, un ninfeo con la fontana, una vasca per i pesci e un impianto termale privato, cioè un bagno di casa con le sale calde, che a Pompei avevano in pochi.
Le stanze furono ridipinte negli ultimi anni prima dell'eruzione, e la decorazione comprende una serie di quadretti erotici in un ambiente appartato, di cui gli studiosi discutono la funzione. Il proprietario non lo conosciamo con certezza: i nomi proposti sono quelli di due politici locali. Il nome moderno della casa viene dall'anno dello scavo, il 1879, diciotto secoli dopo l'eruzione.
La visita
La casa è nella Regio IX, nella parte centrale degli scavi, vicino a via di Nola; la visita è compresa nel biglietto di Pompei, ma l'apertura delle singole case cambia: si controlla la mappa all'ingresso. Venti minuti.
Il consiglio della redazione
L'affresco con il Vesuvio non è più qui: sta al museo archeologico di Napoli, come quasi tutte le pitture staccate. Guardatelo lì e poi tornate a Pompei, oppure fate il contrario: sapere che dentro queste stanze c'era l'unica immagine della montagna prima che esplodesse cambia il modo di guardarla dal fondo della strada.
