Gatteo

Provincia: Forlì-Cesena · Regione: Emilia-Romagna · Abitanti: 8.910 · CAP: 47043

Il nome è di quelli che raccontano una carriera. Nasce come nome fondiario, il fundus Catei di un antico proprietario, ma la forma che leggiamo si è costruita nel medioevo seguendo passo passo la crescita dell'abitato: nel 1311 i documenti scrivono Tumba Ghatei, cioè un podere con casa forte; nel 1358 il posto è già un Commune; nel 1371 diventa Castrum. La terra era stata strappata alle paludi a partire dal nono secolo dalla chiesa di Ravenna e dai monasteri, e alla fine del decimo secolo vi fu alzato l'Aggero Gatthei, un quadrilatero di steccati e fossati che col tempo si fece castello. Lo stemma con il gatto viene invece attribuito a Erasmo da Narni detto il Gattamelata, che qui passò davvero fra il 1431 e il 1432: ma è un'attribuzione sbagliata, e la fonte lo dice.

La pagina più curiosa è del 1610, quando il consiglio della comunità divise il territorio in undici quartieri: ognuno aveva un capo-quartiere estratto a sorte fra i residenti di una certa condizione, e la carica durava quattro mesi. Le altre date sono altrettanto precise: nel 1452 papa Niccolò V concesse il territorio in feudo ai conti Guidi di Bagno e il diciannove agosto dello stesso anno furono fissati i confini con Cesena; l'oratorio di San Rocco fu costruito nel 1484 dopo le pestilenze, e i suoi affreschi mostrano ancora san Sebastiano trafitto, perché si credeva che il contagio colpisse come una freccia. Il primo agosto 1849 Garibaldi attraversò queste campagne con oltre duecento uomini diretto a Cesenatico, e Gatteo divenne comune autonomo nel 1860.

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