Santa Sofia

Provincia: Forlì-Cesena · Regione: Emilia-Romagna · Abitanti: 4.193 · CAP: 47018

Per secoli il fiume Bidente è stato un confine di stato: sulla riva sinistra c'era Santa Sofia, che apparteneva al Granducato di Toscana, e sulla riva destra un altro paese, Mortano, che era dello Stato Pontificio. Ci si guardava da una sponda all'altra sapendo di essere in due paesi diversi. Prima di allora il territorio era stato degli arcivescovi di Ravenna, poi dal 1264 dell'abbazia di Sant'Ellero, quindi di Forlì, dei Malatesta di Sogliano e degli Ubertini, e dal 1425 della Repubblica di Firenze. Anche dopo l'Unità d'Italia il legame con Firenze restò: Santa Sofia fu uno dei dodici comuni romagnoli che, pur stando in Romagna, appartenevano alla provincia di Firenze, dentro il circondario di Rocca San Casciano. I due paesi divennero un comune solo nel 1923, e tre anni dopo il circondario passò da Firenze a Forlì.

Intorno a Campigna ci sono le foreste che il Granducato teneva come riserva di legname per la fabbrica del duomo di Firenze e per le flotte granducali; una parte della riserva naturale integrale di Sasso Fratino sta in questo comune, ed è patrimonio dell'umanità dal 2017, dentro il sito delle faggete primordiali d'Europa. Il Novecento, invece, è arrivato due volte. Il 10 novembre del 1918 un terremoto fece crollare il castello e molte case; poi la guerra, con la linea Gotica che passava di qui: nel territorio di Santa Sofia il comandante Libero costituì la prima repubblica partigiana d'Italia, il dipartimento del Corniolo, la più estesa e la più duratura, e la liberazione arrivò nell'ottobre del 1944 con i partigiani, i polacchi e gli inglesi. Oggi in paese c'è una galleria d'arte moderna, la Vero Stoppioni, e lungo il fiume una serie di sculture contemporanee.

🎉 Feste e sagre a Santa Sofia 1

Cosa c'è intorno

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