La chiesa di Sant'Andrea dell'Ausa, nota anche come chiesa del Crocefisso, è una chiesa sconsacrata di Rimini, una delle poche piccole architetture religiose del Duecento sopravvissute in città.
Cosa vedere
La chiesa sarebbe stata voluta nel 1253 da Benno, giudice riminese: grazie alla sua donazione e alle licenze concesse dal vescovo Giacomo di Rimini e da papa Innocenzo IV venne fondato un piccolo monastero femminile damianita detto di Mirasole, trasferito solo pochi anni dopo nel centro storico della città. Il titolo di chiesa e parrocchia di Sant'Andrea dell'Ausa fu assegnato al complesso in seguito, dopo che l'antica chiesa di Sant'Andrea, vicina all'attuale San Gaudenzo, si era ridotta a rudere. Nel 1547 un grande crocifisso ligneo fu collocato in una celletta esterna all'edificio, da cui il nome di chiesa del Crocefisso.
Dopo i gravi danni del terremoto del 1786, per il quale le perizie di Giuseppe Valadier segnalavano la necessità di una «chiave di ferro» nel muro della facciata, nel 1834 fu costruita a sinistra dell'ingresso un'ampia cappella per custodire un antico crocifisso ritrovato e donato dai fratelli Barbieri, e nel 1911 la facciata fu ristrutturata trasformando le finestre in forme neogotiche. Nel 1944 i bombardamenti danneggiarono gravemente il complesso: crollarono la casa parrocchiale e la cappella del Crocifisso. Dopo il ripristino la chiesa restò parrocchiale fino al 1957, quando la parrocchia si trasferì nell'attuale via del Crocefisso; negli anni Settanta l'edificio fu acquistato da Giuseppe Ferri e Carla Catolfi, che lo riportarono in vita dopo un abbandono di circa vent'anni, durante il quale erano crollati il tetto e parte del pavimento. Dal 2019 è sede di un'azienda privata.
La visita
L'edificio è oggi sede di un'azienda privata e non è aperto al culto: conviene ammirarlo dall'esterno, verificando in anticipo eventuali possibilità di accesso.
Il consiglio della redazione
Osservate le finestre della facciata, trasformate in forme neogotiche nel 1911: sono il segno più visibile dei molti cambiamenti di questa piccola chiesa duecentesca, passata da monastero damianita a chiesa parrocchiale e infine a spazio privato.



