Arta Terme

Provincia: Udine · Regione: Friuli-Venezia Giulia · Abitanti: 2.243 · CAP: 33022

Arta sta a quattrocentoquaranta metri in Val Bût, in Carnia, e campa da sempre su un cattivo odore. L'acqua della fonte Pudia porta idrogeno solforato, cioè puzza di uova marce, e furono i coloni romani di Julium Carnicum a battezzarla: aqua putens, acqua che puzza, da cui il nome Pudia. La usavano già loro. Il primo documento scritto che nomina queste terme è del Quattrocento; la prima analisi chimica, nel 1811, confermò la presenza di idrogeno solforato libero; e nel 1870 Giovanni Pellegrini aprì il primo stabilimento termale. Da lì in poi Arta è diventata quello che è: un centro termale e terapeutico, uno dei pochi della montagna friulana.

Il 19 luglio 1885 arrivò in paese Giosuè Carducci, che si fermò quasi un mese all'albergo Poldo. La Carnia gli ispirò diverse poesie, e fra queste c'è «Il comune rustico», che immagina l'assemblea di un villaggio alpino di secoli prima: il poeta era venuto per le acque e si portò via un'idea di montagna. Le chiese del comune sono parecchie e antiche: la chiesetta di Santo Spirito, del Trecento, quella di San Nicolò, del Quattrocento, la parrocchiale di San Martino a Rivalpo Valle, sempre del Quattrocento, la chiesa arcipretale di Piano d'Arta, del 1781, e la parrocchiale dei Santi Ermacora e Fortunato nel capoluogo. Qui, accanto all'italiano, si parla friulano carnico. In tempi più recenti Arta è stata per anni la sede del ritiro estivo dell'Udinese e due volte l'arrivo di una tappa del Giro d'Italia.

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