Di una prima chiesa a Propata non si sa nulla di certo. La tradizione indica come luogo di culto più antico l'oratorio di San Rocco, su un monte; poi in località Sagrà ne fu costruita un'altra, che un cedimento del terreno costrinse ad abbandonare e demolire. La parrocchiale di oggi nacque da un oratorio dedicato all'Immacolata, cresciuto insieme alla popolazione.
Cosa vedere
Ci sono quattro altari laterali, dedicati a san Rocco, alla Madonna del Rosario, a sant'Antonio Abate e a san Giovanni Battista. Le statue lignee raccontano epoche diverse: san Lorenzo e san Giovanni Battista sono del 1675, la Madonna del Rosario del 1814, la Nostra Signora di Lourdes del 1905. In chiesa si conserva anche una statua lignea di Anton Maria Maragliano.
La visita
Che la chiesa esistesse già nel Trecento lo si ricava per via indiretta: un ricorso del 1660, conservato nell'archivio parrocchiale, sostiene che i terreni le furono donati dai marchesi Porri, signori di Propata e poi feudatari dei Visconti nel 1371. Il vescovo di Tortona Maffeo Gambara la visitò il 16 settembre 1596, quando la parrocchia comprendeva Propata, Bavastrelli, Caprile e i Casoni. Le forme attuali sono di poco dopo: il coro e l'abside furono costruiti nel 1696, e dal 1884 le campane sono cinque.
Il consiglio della redazione
Se vi interessa la storia vera del posto, l'archivio parrocchiale conta più degli arredi: è da lì che si ricava quel poco che si sa dell'origine di questa chiesa.
