Il nome, secondo la spiegazione più accreditata, vuol dire fine dei campi: finis agrorum, perché qui la pianura coltivata smette e comincia la collina, e più in là c'erano le grillaie, i terreni sterili dove non si seminava. Lo stemma comunale lo dice ancora: accanto alla torre ci sono due fronde, messe lì proprio per ricordare quel confine agricolo. Il paese porta questo nome da mille anni: i documenti del decimo secolo scrivono Fenegrao o Fenegroe, ma la vocale in più serviva solo a spostare l'accento in fondo, perché allora l'accento non si segnava.
Dal 956 i monaci milanesi di San Simpliciano si dichiaravano proprietari della chiesa dei Santi Quirico e Giulitta; la prima donazione ufficiale è però del 1147 e fu confermata da papa Alessandro III nel 1188. Fra le vie del centro ce n'è una che gli abitanti chiamano via ümida, la via umida: è così stretta e così chiusa fra le case che il sole fatica ad arrivarci. Intorno al paese stanno le cascine, Vignola, Valmorana, Berina e San Quirico. Tremilacentoquarantasette abitanti in provincia di Como.
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