Secondo la tradizione, il burattino Guignol viene di qui. A metà Cinquecento Francesco I di Francia reclutava tessitori piemontesi e lombardi per impiantare a Lione le sue fabbriche di seta, e fra questi ci sarebbero stati anche degli uomini di Chignolo, che si portarono dietro dei pupazzi con la testa di legno per far festa dopo il lavoro: i francesi li chiamarono les chignoles. Molto più tardi, dal 1808, Laurent Mourguet diede corpo e nome a un personaggio che nelle baracche lionesi era già noto. Nel 1981 il comune ha intitolato a Guignol la sua piazza più grande, festeggiando il ritorno del burattino da Lione con una delegazione francese, ed è gemellato con Brindas.
Tremilanovecentonovantadue abitanti in provincia di Pavia, su una striscia di terra rialzata dove il Lambro entra nel Po — da qui il nome, che vale punta di terra fra i fiumi. Nel 990 l'arcivescovo di Canterbury Sigerico, tornando da Roma, annotò l'abbazia di Santa Cristina col suo castello come quarantesima tappa del suo viaggio lungo la via Francigena. Nel 1466 il duca Galeazzo Maria Sforza fece rettificare il corso del Po: dieci anni di lavori che diedero al paese terra più vasta e più sicura dalle piene.
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Fuori da Chignolo Po, ma a portata di gita.
