Rosazza, nell'alta Valle del Cervo, è in buona parte l'opera di un uomo solo. Federico Rosazza Pistolet, senatore del Regno, già affiliato alla Giovane Italia e gran maestro venerabile della massoneria biellese, dopo aver perso la moglie e la figlia si diede alle sedute spiritiche e decise di rifare da capo il paese dov'era nato, secondo un disegno esoterico. Si affidò a Giuseppe Maffei, architetto ritenuto dotato di poteri medianici, che avrebbe ricevuto dai defunti le indicazioni su come procedere. Anche lo stemma ripete il nome: una torre d'oro merlata, tre stelle e, sul prato verde, una rosa.
Il castello fu cominciato nel 1883 con la torre e finito nel 1899, l'anno in cui Federico morì, con la galleria dove voleva esporre i suoi quadri. Maffei lo costruì sull'estetica della rovina: murature sbrecciate apposta e trattate con acido nitrico, finti colonnati che richiamano i templi di Paestum; l'arco d'ingresso ripete quello etrusco di Volterra e porta le teste di tre donne della valle con una stella a cinque punte fra i capelli. Il senatore fece poi demolire la vecchia chiesa per costruirvi un Tempio, con il sagrato a scacchiera di ciottoli bianchi e neri e il soffitto dipinto come un cielo stellato, e fece scavare nella roccia una galleria di 367 metri verso il santuario di Oropa.
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