Il nome di Briaglia si legge per la prima volta in un atto della certosa di Casotto del 1276, con cui Otta Brialia e Pietro Parcinero vendono al monastero tre giornate di terra; deriverebbe dal luogo di provenienza dei proprietari. Per secoli il paese restò legato a Vico, l'odierna Vicoforte, e dipese dalla sua stessa pieve: solo nel 1726 la chiesa dell'Invenzione della Santa Croce fu eretta in parrocchia a sé. Nella chiesa sconsacrata di San Giovanni si vedono resti che qualcuno ha attribuito, con molta fantasia, a tribù preistoriche.
L'autonomia civile venne molto più tardi: con le regie patenti del 1796 Vittorio Amedeo III staccò Briaglia da Vico. Ma la spinta era partita dal paese, e il testamento di don Andrea Borsarelli, di pochi anni prima, ricorda che i particolari della contrada si erano riuniti per chiedere una comunità separata; il suo lascito fece da prima dotazione al nuovo comune. Lo stemma porta una croce patente rossa in campo d'argento e, in punta, il motto «Vict Amed».
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Fuori da Briaglia, ma a portata di gita.
