La notte del ventisette ottobre 1991 il teatro più grande di Bari bruciò: restarono i muri esterni e un buco nero al posto della sala. L'incendio fu giudicato doloso e ci furono processi e condanne. La città rimase senza il suo teatro per quasi vent'anni, con la facciata transennata in mezzo al centro, finché nel 2009 il Petruzzelli ha riaperto ricostruito.
Cosa vedere
Il teatro fu voluto da due fratelli commercianti e armatori e inaugurato nel 1903 con gli Ugonotti di Meyerbeer: aveva più di duemila posti, il riscaldamento e la luce elettrica, che allora erano cose da futuro. La sala è a ferro di cavallo con i palchi su più ordini e la grande cupola dipinta sopra la platea, rifatta com'era dopo l'incendio.
Sul palco sono passati quasi tutti: cantanti lirici, direttori d'orchestra, ballerini, comici, cantautori, star internazionali di ogni genere. Qui furono rappresentate anche due opere rarissime, un titolo di Niccolò Piccinni che non si dava dal Settecento e la versione napoletana dei Puritani di Bellini, scritta per una cantante e mai andata in scena prima.
La visita
Il teatro è in corso Cavour, in pieno centro, cinque minuti dalla stazione; si visita con visite guidate in giorni e orari stabiliti, oppure comprando un biglietto per uno spettacolo, che resta il modo migliore. Un'ora la visita.
Il consiglio della redazione
Se potete, andateci la sera per un concerto qualsiasi, anche non lirico: la sala ricostruita si giudica quando è piena e con la luce bassa, non a lampade accese in una visita guidata. E guardate la cupola prima che si spenga, pensando che vent'anni fa lì sopra non c'era niente.
