Il castello Aragonese, noto anche come castel Sant'Angelo, occupa l'estremo angolo meridionale dell'isola su cui sorge il borgo antico di Taranto, con pianta quadrangolare e un vasto cortile centrale.
Cosa vedere
Il primo nucleo del castello risale al 780, quando i bizantini avviarono la costruzione della «Rocca» a difesa dagli attacchi dei Saraceni e della Repubblica di Venezia, con alte e strette torri pensate per il combattimento con lance, frecce e olio bollente. Nel 1486 Ferdinando I di Napoli incaricò l'architetto e ingegnere militare Francesco di Giorgio Martini di ampliare la fortezza secondo i nuovi criteri imposti dall'artiglieria: torri basse, larghe e circolari, capaci di attutire l'urto delle palle di cannone, collegate da robuste cortine murarie. Il castello, completato nel 1492, prevedeva sette torri — quattro delle quali, intitolate a san Cristoforo, san Lorenzo, alla Bandiera e alla Vergine Annunziata, unite in un quadrilatero — e due ponti levatoi che lo collegavano rispettivamente al borgo e alla campagna circostante.
Con l'arrivo degli Asburgo nel 1707 il castello perse la propria importanza militare e divenne una dura prigione, per poi tornare alla funzione originaria sotto Napoleone. Nel 1883 una delle torri e altre tre della cinta muraria civica furono demolite per fare spazio all'attuale canale navigabile e al ponte girevole; i lavori terminarono nel 1887, anno in cui il castello divenne sede della Regia Marina. All'interno si conserva ancora la cappella di San Leonardo, a lungo adibita a corpo di guardia e stalla, oltre a un ambiente un tempo usato come sala delle torture, la cui volta presenta un foro centrale che amplificava le urla dei prigionieri per intimorire gli altri detenuti.
La visita
Il castello, tuttora sede della Marina Militare, è visitabile con visite guidate organizzate; orari e modalità vanno verificati prima della visita sul sito ufficiale.
Il consiglio della redazione
Chiedete alla guida di mostrarvi il foro nella volta della sala delle torture: è uno dei dettagli più inquietanti e meno pubblicizzati del castello, capace di far capire meglio di qualsiasi pannello esplicativo cosa significasse essere prigionieri qui.





