A Barumini vengono tutti per il nuraghe, e quasi nessuno entra in questa chiesa. È un peccato, perché è un buon esempio di gotico tardo sardo, quello portato nell'isola dagli aragonesi: fu costruita dopo il 1541, e il campanile a canna quadrata la si riconosce da lontano.
Cosa vedere
L'interno è a tre navate, divise in tre campate da archi a tutto sesto che scaricano su otto pilastri di trachite grigia, la pietra vulcanica di questa parte di Sardegna. Sopra le navate non ci sono volte ma un unico tetto di legno con le travi a vista: una soluzione economica e asciutta, che lascia la pietra a fare tutto il lavoro.
Le volte a crociera, impostate su archi acuti, ci sono invece nel presbiterio, costruito nel 1661, e nelle cappelle rialzate ai lati. Dietro il presbiterio si apre un'abside quadrangolare aggiunta una ventina d'anni più tardi, coperta da una volta su base ottagonale. Altre quattro cappelle completano l'impianto.
La visita
La chiesa è nel centro di Barumini, a pochi minuti a piedi dal museo e dalla biglietteria del sito archeologico; orari legati alle funzioni. Venti minuti.
Il consiglio della redazione
Fate a piedi il tratto che separa il nuraghe dal paese e poi entrate qui. Fra le due costruzioni ci sono tremila anni e un chilometro scarso: la gente non se n'è mai andata da questo punto della Marmilla, ha solo cambiato il modo di mettere le pietre una sull'altra.
