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castello di Maredolce

📍 Palermo, Sicilia · 55/100

Questo palazzo arabo-normanno stava in mezzo a un lago. Il nome viene dall'arabo e significa lago dolce: attorno all'edificio c'era un grande bacino artificiale, alimentato dalle sorgenti del monte Grifone, e chi arrivava vedeva una costruzione che sembrava galleggiare. Il complesso risale a un periodo compreso fra il decimo e il dodicesimo secolo, dentro il parco della Favara.

Cosa vedere

Della struttura restano il corpo principale, con le sale disposte attorno a un cortile, e la cappella con le tre absidi, che è la parte più intatta: un piccolo ambiente di impianto orientale, con le volte e gli archi che si ritrovano in tutta l'architettura normanna della Sicilia. Il lago non c'è più, ma la sua conca si legge ancora nel terreno.

Il parco era un giardino di caccia e di svago, con l'acqua incanalata e gli agrumi, secondo un modello che gli arabi avevano portato nell'isola e che i re normanni ripresero senza cambiarlo. Dopo secoli di abbandono, con le case addossate ai muri, l'area è stata recuperata e riaperta.

La visita

Il castello è nel quartiere Brancaccio, alla periferia sud di Palermo, venti minuti d'auto dal centro; le aperture sono limitate a certi giorni e orari, spesso con visita accompagnata, quindi vanno verificate prima. Un'ora.

Il consiglio della redazione

Camminate intorno all'edificio guardando il livello del suolo: c'è un avvallamento largo che gira tutto attorno, ed è il fondo del lago. Se ne segue il bordo a piedi in un quarto d'ora, e a quel punto il palazzo torna a essere quello che era, cioè un'isola artificiale in mezzo all'acqua.

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