Fra Trapani e Marsala il mare è stato diviso in vasche quadrate separate da argini di terra, e dentro l'acqua evapora finché resta il sale. Si fa così da secoli, forse dai fenici, e il paesaggio che ne esce non somiglia a nient'altro in Italia: specchi d'acqua di colori diversi, dal rosa al viola al bianco, mulini a vento e cumuli di sale coperti di tegole.
Cosa vedere
I mulini servivano a due cose: macinare il sale e spostare l'acqua da una vasca all'altra con la vite di Archimede. Alcuni sono stati restaurati e si visitano, e in uno c'è il museo del sale, ricavato in un edificio di lavorazione, con gli attrezzi e la spiegazione del ciclo, che dura tutta l'estate e finisce con la raccolta.
La riserva è però soprattutto un posto per gli uccelli: le vasche poco profonde e salatissime sono piene di piccoli crostacei, e ci si fermano fenicotteri, avocette, cavalieri d'Italia, aironi e limicoli di passo, oltre duecento specie in tutto. È una tappa della migrazione fra Europa e Africa, e il periodo migliore per vederli è la primavera.
La visita
La riserva è lungo la strada costiera fra Trapani e Marsala, all'altezza di Nubia; l'accesso agli argini è libero, il museo del sale ha un biglietto e le saline private organizzano visite guidate. Due ore.
Il consiglio della redazione
Andateci un'ora prima del tramonto e mettetevi su un argine con l'acqua da tutte e due le parti: il sole basso accende il rosa dell'acqua e i mulini diventano sagome nere. È il momento che tutti fotografano, e per una volta la fotografia non esagera niente, perché il colore viene dai microrganismi che vivono nella salamoia.
