La cattedrale di Santa Maria Assunta è il duomo di Aosta e la sede vescovile della diocesi; dal 1940 è monumento nazionale. Dove sorge esisteva già verso la fine del IV secolo una «domus ecclesiae» di proporzioni ragguardevoli, come hanno provato gli scavi. La chiesa fu riedificata per intero nell'XI secolo per volere del vescovo Anselmo I, da non confondere con Anselmo d'Aosta, il filosofo e santo. Tra il Duecento e il primo Cinquecento una serie di interventi ne cambiò a fondo la fisionomia: i più importanti furono avviati alla fine del Quattrocento da Giorgio di Challant e dal vescovo François de Prez, che sostituirono le capriate con volte a crociera e fecero demolire l'abside occidentale per allungare la chiesa.
Cosa vedere
Per farsi un'idea della basilica romanica conviene percorrere la strada lungo il lato sud: si vedono i due campanili accanto all'abside, alti più di sessanta metri. La facciata neoclassica del 1848, con colonne e statue di santi, nasconde in un atrio quella rinascimentale, decorata tra il 1522 e il 1526 con affreschi e gruppi in terracotta sulla vita della Vergine: nel timpano c'è l'Assunta sorretta da due angeli, e sotto gli apostoli che la guardano. Dentro, nella navata centrale è sospeso il grande crocifisso di legno dipinto commissionato nel 1397 dal vescovo Jacques Ferrandin; alle finestre ci sono le vetrate dipinte tra Quattro e Cinquecento.
Nel coro il pavimento ha due mosaici. Il più antico, della fine del XII secolo, è quello dell'Anno: al centro Cristo regge il sole e la luna, e intorno, in medaglioni, stanno i dodici mesi con i loro lavori. L'altro, di poco più tardo, raffigura animali reali e fantastici. Lungo le pareti corrono gli stalli di legno intagliati nel Quattrocento da Jean Vion de Samoëns e Jean de Chetro, con apostoli e profeti nei dossali. Sotto il coro c'è la cripta; dalla navata sinistra si passa al chiostro, finito nel 1460.
La visita
Orari della cattedrale e del Museo del Tesoro, che occupa il deambulatorio e conserva tra l'altro la cassa reliquiaria di san Grato, patrono della città, vanno verificati prima di andare.
Il consiglio della redazione
Sopra le volte quattrocentesche, nel sottotetto, restano gli affreschi che decoravano la navata della chiesa dell'XI secolo, con storie di sant'Eustachio e di Mosè. Furono scoperti nel 1979, e dal 2000 sono accessibili su passerelle, ma solo con visite programmate o su prenotazione: chiedete per tempo.





