Zevio

Provincia: Verona · Regione: Veneto · Abitanti: 14.413 · CAP: 37059

Il nome di Zevio verrebbe da un popolo sconfitto. Dopo che nel 567 il re longobardo Alboino ebbe battuto definitivamente i Gepidi, a questi fu permesso di stabilirsi qui, e la zona finì per essere chiamata terra dei Gepidi, fines Gepidana: da Jébetum, o Gébetum, passando per Gébeto e Zéveo, si arriva a Zevio. La più antica attestazione conosciuta è dell'846, nel testamento di un certo Engelberto da Erbé, che aveva una masseria «in loco et fundo Gebitus». Un'altra ipotesi, avanzata nell'Ottocento da monsignor Luigi Gaiter, faceva venire il nome dal latino devius, «paese fuori della via», perché l'abitato sta a poca distanza dalla via Postumia; ma i documenti non la sostengono.

Il fortilizio che difendeva Verona da questa parte stava dove oggi c'è villa Sagramoso, che infatti in paese chiamano ancora «il castello»: sui suoi muri si leggono le scritte lasciate dai soldati francesi che vi alloggiarono, e l'arciprete di allora, don Francesco Fresco, tenne un diario delle battaglie napoleoniche di Caldiero e di quello che la dominazione francese si portò dietro. Sempre a Zevio, in età scaligera, nacque santa Toscana. Fra il 1898 e il 1925 passava di qui la tranvia a vapore per Albaredo e Coriano, che a inizio secolo fu al centro di un esperimento di trasporto integrato: doveva collegarsi a un grande porto fluviale sull'Adige.

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