Gagliano Aterno sta nella valle Subequana, e la sua data di nascita si è spostata indietro grazie a un documento: nel 1073 il conte dei Marsi e di Valva cedeva il castello di Gallianum al monastero di Farfa, il che vuol dire che il borgo esisteva già prima dell'arrivo dei normanni in Abruzzo, a cui la sua fondazione veniva attribuita. Il paese porta però soprattutto il segno di una donna, Isabella d'Acquaviva, madre del conte di Celano: dal 1328 fece rifare il castello, con quindici anni di lavori, e nel 1344 volle la fontana medievale, tre nicchie gotiche con le cannelle e le mensole di pietra su cui si appoggiavano le conche, ormai consumate dall'uso.
Il castello passò poi ai Piccolomini, ai Barberini che ne fecero una residenza gentilizia e infine ai Lazzaroni; nel monastero di Santa Chiara, costruito prima della fine del Duecento e dato alle clarisse, oggi c'è il museo dell'orso. La storia più recente è invece quella del terremoto dell'Aquila del 2009, che ha messo Gagliano dentro il cratere: alla ricostruzione degli edifici il paese ha affiancato il ripopolamento, con una scuola che porta a viverci per mesi giovani ricercatori, una comunità energetica rinnovabile fra le prime in Italia e una radio di paese.
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Fuori da Gagliano Aterno, ma a portata di gita.
