Sull'architrave del portale corre una fascia di formelle fittili stampate a festoni, e sopra di essa una seconda fascia, anch'essa in terracotta, decorata a ovali: un lavoro da fornace di laterizi, non da scalpellino, applicato a una cappella grande poco più di una stanza. La chiesa di Santa Maria Immacolata di Chiaromonte è infatti un vano unico rettangolare, e sta immediatamente a nord del circuito fortificato di epoca normanna, a poche decine di metri da quello che era probabilmente uno degli accessi fortificati del borgo. Quelle mura, con le loro torri cilindriche e quadrate, le tirarono su le famiglie feudatarie Chiaromonte e Sanseverino, le stesse che costruirono il castello poi diventato monastero.
Cosa vedere
La facciata concentra tutto. Il portone d'ingresso è rettangolare e inquadrato tra due colonne lisce, impostate su piedritti anch'essi rettangolari e chiuse in alto da due capitelli: ciascuno porta tre foglie lisciate, sormontate da tre globetti. Sopra arrivano le due fasce fittili dell'architrave. Più in alto, sul filo del muro, un piccolo campanile a capanna, la soluzione più semplice possibile per reggere una campana. L'edificio è stato restaurato di recente, e le superfici lo mostrano.
La visita
La cappella affaccia su piazza Umberto I, che a Chiaromonte tutti chiamano ancora Chiazzoll': è anche il nome di uno dei rioni storici del paese, ed è il modo più rapido per farsi indicare la strada. Guardate per primo l'architrave, prima ancora di entrare: le formelle sono a stampo e i motivi si ripetono, e riconoscere dove lo stampo ricomincia dice più di qualsiasi didascalia. Dentro c'è un vano solo, si legge in un minuto.
Il consiglio della redazione
Dalla piazza scendete verso la chiesa madre e cercate poco più sotto il Portello, la porta d'ingresso più antica del borgo, che dà il nome al rione intorno. Tornando da lì fino alla cappella misurate con i vostri passi quelle poche decine di metri: è la distanza che separava la chiesa dal muro di cinta normanno, e spiega perché sia finita esattamente lì.
