⛪ Chiese e santuari

abbazia di Santa Maria del Sagittario

📍 Chiaromonte, Basilicata · 50/100

Nel 1807 una legge incamerò il monastero nel demanio dello Stato, e da quell'anno i contadini della zona cominciarono a smontarlo: le pietre dei muri finirono nelle case e nei recinti di campi e orti. È per questo che dell'abbazia di Santa Maria del Sagittario, per secoli la maggiore potenza fondiaria della valle del Sinni, resta in piedi poco più del campanile. L'abate Gregorio De Lauro fissava al 1152 la fondazione benedettina, nata ampliando una chiesetta che Tancredi Murrino aveva costruito nel 1061 su un terreno donato da Ugo I Chiaromonte e dalla figlia Alibreda. Il nome viene da una leggenda: due cacciatori tentarono più volte di colpire una cerva con le frecce — sagittae — senza riuscirci, e proprio in quella battuta trovarono nel cavo di un castagno il simulacro ligneo della Madonna. Danneggiata dal terremoto del 1184, l'abbazia passò ai cistercensi nel 1200, quando l'abate Palumbo vi arrivò con dodici monaci da Casamari.

Cosa vedere

Il campanile è l'elemento meglio conservato: sta nell'angolo nord-ovest di quella che era la chiesa, alto all'incirca tredici metri, con muri spessi quasi un metro fatti di blocchi spaccati, mattoni cotti e rinzeppature di laterizio. Si leggono ancora due cornici marcapiano in pietra modanata, gli archi in arenaria lavorata delle aperture superstiti e le file di buche pontaie lasciate dalle impalcature. All'angolo opposto, a sud-est, sopravvive una torre di fortificazione ottagonale che ha ancora tutta la sua copertura: una volta ribassata costruita soltanto con lastre di arenaria. Intorno si riconoscono parte dell'ingresso in muratura, brani del refettorio e un tratto del recinto fortificato sul lato est.

Il resto va ricostruito con l'occhio. Tutti gli ambienti si distribuivano attorno a un unico chiostro quadrato: a nord la chiesa a navata unica, con la cappella laterale dedicata al beato Giovanni; sul fianco del transetto destro la sala capitolare, e accanto la scala che saliva al dormitorio comune dei monaci, che occupava per intero il piano superiore. Una pianta del 1707 segnala anche un loggiato addossato alla sala del capitolo, dal quale i monaci vedevano il paese di Chiaromonte.

La visita

Il sito è in aperta campagna, nel territorio di Chiaromonte, ed è un'area di ruderi: si cammina all'aperto, senza percorsi coperti né biglietteria. Partite dal campanile, che è il punto di riferimento visibile da lontano, e usatelo per orientarvi verso la torre ottagonale: la linea fra i due segna la diagonale del complesso. Quasi tutto ciò che l'abbazia conteneva è oggi in paese: il sarcofago ligneo del beato Giovanni da Caramola, morto qui il 26 agosto 1339, fu portato via nel 1808, e il grande altare finì nella collegiata di San Tommaso Apostolo.

Il consiglio della redazione

Scendete poi a Chiaromonte, alla chiesa madre di San Giovanni Battista: lì trovate la statua lignea policroma della Madonna del Sagittario con il Bambino, che dal monastero era passata a San Tommaso nel 1807 e vi era rimasta dimenticata per decenni, finché la sovrintendenza di Bari la portò in pinacoteca nel 1950. È tornata in paese nel 2001, dopo una sottoscrizione pubblica. Nella navata destra, in un'urna lignea dorata, riposa anche il corpo del beato Giovanni.

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