🏰 Castelli e palazzi

castello di Viggiano

📍 Viggiano, Basilicata · 27/100

Sullo stemma del comune ci sono tre torri su un colle verde: sono quelle del castello, che ne aveva tre circolari e oggi non ne conserva nessuna intera. I ruderi stanno a 1023 m, sulla cima del maggiore dei due speroni rocciosi tra cui si distende Viggiano, nel punto più alto dell'abitato. La fortezza è certamente anteriore al 1239, l'anno in cui il paese compare come centro incastellato nel Regestum, l'elenco dei feudatari di Federico II; fu poi rimaneggiata in epoca angioina, quando il feudo toccò a Bernardo della Baume, giustiziere di Basilicata e milite di Carlo I d'Angiò. Con i Normanni era stato di Guglielmo de Tiville e, dal 1167, di Berengario de Giso, già signore di Sarconi e Perticara.

Cosa vedere

A demolirlo è stato il terremoto del 1857, lo stesso che distrusse quasi per intero il paese. Di tutto l'impianto si sono salvati alcuni tratti di mura e parti consistenti delle torri angolari: abbastanza per seguire il perimetro e per capire quanto poco spazio ci fosse là sopra. Nel Trecento il feudo era passato a Giovanni Pipino, poi a Roberto Sanseverino e dal 1467 alla famiglia Dentice, costretta nel 1630 a venderlo a Giovanni Battista Sangro, che nel 1638 ottenne il titolo di principe di Viggiano.

Sul muro di levante è murato un marmo che simboleggia Mitra, divinità di un culto molto più antico del castello: è il pezzo meno prevedibile di tutta la rovina.

La visita

I ruderi sono liberamente visitabili: nessuna biglietteria, nessun orario. Si sale a piedi dal centro storico, per vicoli collegati da scale e sottopassi che seguono l'orografia del colle; ai piedi del castello corre la strada di San Benedetto, con la chiesa omonima costruita nel 1561. Guardate per prime le torri angolari, che sono la parte più leggibile di quello che resta.

Il consiglio della redazione

Salendo, tenete d'occhio i portali delle case e le chiavi di volta degli archi: vi sono scolpite piccole arpe, datate fra il 1858 e il 1882, la firma delle famiglie di musicanti che da Viggiano partivano per il mondo; le pietre vengono dall'argine del torrente Alli. Arrivati in cima siete nel punto più alto del paese, a 1023 m, ed è il posto giusto per capire come Viggiano si sia ricostruita dopo il 1857 conservando l'impianto urbanistico di prima.

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