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Grumentum

📍 Grumento Nova, Basilicata · 60/100

Nel 207 a.C. Annibale piantò il campo a ridosso delle mura di Grumentum e proprio da lì fu respinto: a batterlo furono i Romani arrivati da Venosa agli ordini di Gaio Claudio Nerone, otto anni dopo un primo scontro combattuto sotto la stessa città nel 215 a.C. La colonia era nata nel III secolo a.C. come avamposto fortificato delle guerre sannitiche, quasi negli stessi anni di Venusia (291 a.C.) e Paestum (273 a.C.), su un nodo di strade: di qui passava il tracciato che sarebbe diventato la via Herculea, tra Venosa ed Eraclea. Nel 370 Grumentum divenne sede episcopale, poi le incursioni saracene la svuotarono e nel 954 i suoi abitanti fondarono sulla collina soprastante Saponara, oggi Grumento Nova.

Cosa vedere

La città si allunga sul crinale seguendo l'orografia: tre strade principali parallele, tagliate ad angolo retto dalle secondarie, un circuito murario di circa 3 km con sei porte, 25 ettari di superficie di cui solo un decimo è tornato alla luce. Il teatro è di età augustea e fu restaurato tra il 1964 e il 1968 da Dinu Adameșteanu, primo soprintendente alle antichità della Basilicata; accanto stanno due piccoli templi di epoca imperiale e una domus che gli archeologi chiamano Casa dei mosaici per i pavimenti del IV secolo. Il foro era chiuso da portici, con due templi sui lati nord e sud, identificati per ipotesi con il capitolium e con un tempio del culto imperiale, e i resti di una basilica sul lato ovest.

L'anfiteatro è l'unico della Lucania. Costruito nel I secolo a.C. al margine nord-orientale dell'abitato, accanto a una via d'accesso che permetteva agli spettatori in arrivo dalla valle di entrare senza attraversare la città, ha il fianco occidentale addossato al dislivello naturale della collina e quello orientale poggiato su una sostruzione interamente artificiale; le gradinate sono di due soli ordini. Le terme repubblicane conservano l'iscrizione che fa i nomi dei committenti, i pretori duoviri Q. Pettius e C. Maecius, che le fecero costruire a spese pubbliche: nel calidarium restano due mosaici, uno bianco e uno policromo a greche e trecce, posati sopra le suspensurae del riscaldamento. Le terme imperiali, augustee, hanno invece un mosaico in bianco e nero popolato di creature marine, tritoni e Scilla.

La visita

Il parco si percorre in piano, in località Spineta, ai piedi della collina; il museo archeologico nazionale che raccoglie i reperti sta invece su, a Grumento Nova. I servizi ai visitatori sono ricavati dentro le terme repubblicane, negli stessi locali dove il frigidarium circolare fu riadattato in età moderna a palmento, per pigiare l'uva e far fermentare il mosto. L'anfiteatro, mai del tutto scomparso e già descritto dagli eruditi del Settecento, fu scavato sul serio solo dal 1981, dopo che il terremoto del 1980 ne aveva aggravato i pericoli di crollo.

Il consiglio della redazione

Salite a Grumento Nova e guardate da vicino la porta del paese. Nella prima metà dell'Ottocento Andrea Lombardi, descrivendo queste rovine, annotò che la porta detta Aquilia di Grumentum era stata spogliata dei marmi che la decoravano e che quei marmi erano finiti addosso alla porta di Saponara, il nome che Grumento Nova ha portato per secoli. Cercateli: il paese di sopra è fatto, alla lettera, con la città di sotto.

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