Rovito sta alle falde sud-occidentali della Sila Grande, a pochi chilometri da Cosenza, e si sparpaglia in sette frazioni che vanno dai trecento ai settecento metri. Qui è nato Tommaso Cornelio, uno dei protagonisti della rivoluzione scientifica del Seicento nel Regno di Napoli. La parrocchiale è la chiesa di Santa Barbara, romanico-gotica con le aggiunte barocche del restauro del 1630; e fra i castagni, appena fuori dal paese, c'è la chiesetta della Madonna della Pietà, che si festeggia la seconda domenica di settembre.
Il nome del paese, però, è legato soprattutto a un posto che nel paese non sta. Il Vallone di Rovito è in territorio di Cosenza, ma porta questo nome, ed è lì che nel 1844 lavorarono i plotoni borbonici: l'11 luglio ci furono fucilati sei patrioti calabresi presi nei moti di Cosenza del 15 marzo — Pietro Villacci, Antonio Raho, Nicola Corigliano, Giuseppe Franzese, Santo Cesario e Raffaele Camodeca — e il 25 luglio i fratelli Bandiera con sette compagni della spedizione partita da Corfù. Uno dei luoghi fondativi del Risorgimento porta il nome di Rovito e non è a Rovito.
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