Cerreto Sannita

Provincia: Benevento · Regione: Campania · Abitanti: 4.083 · CAP: 82032

Questa città è un progetto. Il terremoto del 5 giugno 1688 distrusse completamente la vecchia Cerreto; Marino Carafa, fratello del conte, arrivò pochi giorni dopo con medici e vettovaglie, scavò con le proprie mani fra le macerie e, sentiti più ingegneri, decise di non ricostruire dov'era ma più a valle, su un suolo più stabile. La nuova Cerreto fu disegnata a pianta regolare da Giovanni Battista Manni, ed è la città che si attraversa oggi. Un altro terremoto, quello del 1349, aveva fatto a una vicina qualcosa di più strano: aveva aperto nel suolo di Telesia delle mofete asfissianti, e i superstiti si erano trasferiti a Cerreto e nei paesi vicini. Anche i vescovi se ne andarono, e vagarono per la diocesi due secoli prima di trovare qui una sede stabile.

I mestieri sono due. L'argilla si lavora da moltissimo tempo: presso la morgia detta Leonessa è stato trovato un forno ceramico del neolitico, e l'argilla veniva dalle sponde del Titerno; le ceramiche di Cerreto sono ancora ciò per cui la città è conosciuta. L'altro mestiere era la lana: le famiglie ricche e le confraternite possedevano migliaia di capi di bestiame, che ogni inverno scendevano in Puglia lungo i tratturi della transumanza, e uno storico locale calcola il totale in duecentomila capi. Nel 1737 la città si ribellò ai conti Carafa, stremata dal regime di polizia e dalle imposte che stavano soffocando l'industria dei panni; i Carafa mandarono centoventi mercenari, e ci volle l'intervento del re Carlo di Borbone per ristabilire la legalità. I cerretesi vinsero in tribunale, ma la lana era ormai finita.

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